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dal sito internet :
www.villamazzotti.it 

La grandiosa residenza Mazzotti,

dal 1981 di proprietà comunale, è sorta tra il 1911 e il 1916 secondo lo stile neo-rinascimentale in voga ai primi del Novecento su disegno dell’arch. torinese Antonio Vandone di Cortemiglia, uno dei maggiori esponenti del Liberty italiano, in collaborazione con l’arch. Alessandro Citterio. L’edificio, a pianta quadrata movimentata da sporgenze e rientranze, si sviluppa intorno ad un peristilio centrale impreziosito dallo scalone monumentale illuminato da una splendida vetrata Liberty a tre campate. La struttura si articola su due piani ed è coperta da un grandioso lucernario con vetrata in stile Liberty. Annessi all’edificio principale, i fabbricati delle scuderie e garage, il villino del custode con la torretta e le serre, senza tralasciare l’immenso parco adiacente. Gli edifici ed il giardino sono vincolati come beni di rilievo storico-artistico, ai sensi del D.Lgs 490/99. A giugno 2006 è stato completato l’oneroso intervento di manutenzione programmato per la cancellata esterna della Villa che ne costituisce la recinzione lungo Viale Mazzini. Grazie all’ingente contributo pecuniario di delle Trafilerie “Carlo Gnutti” di Chiari, si è reso possibile il restauro dei 230 metri lineari di pilastri bugnati e cancellate in ferro a motivi floreali che delimitano sul versante Sud-Est il giardino. Sono ben trentotto le barriere e tre i cancelli in ferro, realizzati su disegno di Alessandro Mazzuccotelli ripristinati anche con risanamento delle parti murarie, secondo il progetto dell’arch. Fabrizio Viola di Palazzolo, specialista del settore che ha curato il restauro di una parte interna della Basilica di San Pietro. L’intervento conservativo programmato dall’Amministrazione Comunale sulla struttura architettonica di Villa Mazzotti e le sue dipendenze non si propone solo di ricordare un pezzo del passato clarense, ma intende promuovere finalità culturali operative nel presente. I due piani interni della residenza nobiliare, già disponibili per manifestazioni artistiche e temporanee esposizioni, vengono potenziati come risorse culturali, con l’identificazione di un percorso museale permanente, negli ambienti al secondo piano rialzato, per recuperare la memoria storica della famiglia Mazzotti Biancinelli nella realtà clarense ed italiana del primo Novecento. Il seminterrato è destinato ad ospitare il “Museo del Motorismo”, dedicato al conte Franco Mazzotti Biancinelli, tra i fondatori della Mille Miglia. Nel villino del custode con torretta ad angolo verranno attrezzati i laboratori didattici del “Centro Botanico Sperimentale” ospitato nelle serre adiacenti. Nuove anche le soluzioni previste per le scuderie ed il garage annessi al complesso della Villa, trasformati in servizio di ristorazione con sala banchetti-ricevimenti, mediante contratto d’affitto con privati e messa a rendita degli immobili per contribuire alla gestione economica della proprietà. Un progetto innovativo globale per restituire alla città di Chiari e alla Provincia di Brescia un complesso monumentale di grande valore e pienamente fruibile al pubblico.

Villa Mazzotti Biancinelli. Un edificio imponente ed articolato

Il Comune di Chiari ha acquistato Villa Mazzotti Biancinelli, con il parco annesso che si estende per circa dieci ettari, nel novembre 1981 dal proprietario, il Commendatore Giulio Binda, vedovo della contessa Nelly Mazzotti Biancinelli. Il complesso architettonico della Villa, a Nord-Est rispetto al centro di Chiari, si estende su una superficie di circa 10 ettari (quanto l’attuale centro storico clarense), tra la Statale Padana Superiore e la linea ferroviaria Milano-Venezia. L’edificio a pianta centrale fu commissionato dal conte Lodovico Mazzotti Biancinelli all’architetto Vandone di Torino che ne progettò la costruzione tra il 1911 e il 1916, con l’architetto Citterio. Ancora l’architetto Vandone curò la realizzazione del giardino all’italiana, in collaborazione con un architetto inglese per una zona del vasto parco. Un altro settore del giardino venne rifatto nel 1927 a cura dello Studio di Architettura Adam & Co. di Parigi. Gli interni mostrano al visitatore un nucleo architettonico a pianta centrale, articolato intorno al grande atrio, illuminato dal lucernario in vetro decorato. Imponente l’apparato scultoreo e in cemento decorato che troviamo sulle superfici esterne della costruzione e nei manufatti dell’esteso parco. Sfarzosi i rivestimenti interni in boiserie di legno, con preziose tappezzerie in tessuto, marmi variegati, vetrate colorate e decorazioni in ferro battuto su disegno Liberty che impreziosiscono gli interni.

Gli interni della residenza

L’edificio presenta un pianta centrale quadrata, movimentata da sporgenze e rientranze, con stanze disposte intorno ad un peristilio centrale alto due piani e coperto da un lucernario. L’ingresso principale si trova sul lato Sud, accessibile dallo scalone in pietra di Botticino, affiancato da due rampe laterali dal piano del giardino. Sul lato Nord si apre lo scalone monumentale interno, illuminato da una grandiosa vetrata Liberty a tre campate che prosegue illusoriamente la vista sul retrostante giardino. Comoda l’alzata dello scalone, arricchito da balaustre in ferro secondo i canoni Liberty, realizzate su disegno di Alessandro Mazzuccotelli.
Ad Est la facciata presenta un pronao con rampe laterali per l’accesso delle carrozze e delle auto. Una scala secondaria collega il seminterrato al sottotetto e disimpegna diversi spazi di servizio. Nel seminterrato sono ospitate le cantine e svariati vani tecnici. Qui era alloggiata la sala di proiezione ad uso privato della KinoFilm, la Casa Cinematografica del conte Franco Mazzotti. Il piano terra della Villa presenta stanze accessibili dal peristilio colonnato dell’atrio, con pavimento in marmo o in parquet, soffitti piani raccordati alle pareti da eleganti decorazioni. Specchiere, lampadari, caminetti ed ovali dipinti rammentano l’antico arredo, oggi scomparso. In questo settore si aprono le sale di rappresentanza della residenza nobiliare, in stile eclettico. Si succedono infatti le salette di conversazione di gusto neo-barocco, la Stanza dello Zodiaco di stile neo-rococò, mentre studio e anti-studio sono di gusto neo-storicistico.
Il primo piano è raggiungibile anche con un ascensore interno. In questo settore, il loggiato interno del peristilio funziona da disimpegno agli ambienti, suddivisi in appartamenti, ciascuno dotato di camera, una o due anticamere ed un bagno. I pavimenti sono in parquet e i soffitti decorati a stucco. Interna alla Villa è una complessa apparecchiatura telefonica, con ben 22 derivazioni per garantire comunicazione tra i vari appartamenti, le scuderie, il villino del custode, i garages e la portineria. All’esterno, portici e verande semicircolari del piano terra diventano terrazze e balconi per le camere del piano primo. La copertura è articolata in vari volumi, con falde e padiglioni su struttura ignea con capriate, travetti, assito e manto in lastra di rame
Il lucernario centrale, su capriate metalliche e dotato di un meccanismo di apertura, permette l’illuminazione del peristilio centrale coperto da vetrata Liberty, con sistema di oscuramento estivo a velatura. Le superfici esterne presentano una decorazione di gusto tardo-rinascimentale. Forte il bugnato del registro inferiore e grossi i frontoni curvi sopra le finestre mentre la balaustra dell’attico, con i vasi e le teste di leone, forma un repertorio formale vario. I prospetti sono in graniglia di cemento ad imitazione del Botticino che è presente sulle soglie, sui davanzali e sui gradini delle scale. Una lapide interna riporta la data di fine lavori, risalente al 1916.

 

 

Ass. Culturale ARREDARE ANTICO IN VILLA

ARREDARE ANTICO IN VILLA Associazione Culturale

 

 

 

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