Colombina,
Franceschina, Betta, Marinetta, Violetta, e molti altri
nomi ancora, assunse nel teatro italiano delle maschere
il tipo dellancella dal parlare audace e il gesto
disinvolto, sempre disposta alladulazione e alla
malizia, che si richiama peraltro a un carattere dellantico
teatro classico: la schiava complice dei sotterfugi
amorosi della padrona, che interviene a rimediare al
candore e allinesperienza di lei, guidando lidillio
a lieto fine.Il tipo della
furba ancella, più spesso indicato col nome di
Colombina, assunse quello di Corallina con Anna Veronese,
una soubrette dorigine italiana che debuttò
quattordicenne nel 1744 a Parigi dovera giunta col
padre, Carlo Veronese, che in quello stesso lavoro, « Il
doppio matrimonio di Arlecchino », interpretava la parte
di Pantalone
Il Veronese era stato assunto insieme alle
figliole Anna e Camilla dal re di Francia, che aveva loro
anticipato duemila franchi per il viaggio. Poichè,
intascato il danaro, invece di partire, i tre se ne
stavano tranquillamente a Venezia, a continuare le recite
a 5. Samuele, fu incaricato di far loro rispettare il
contratto un giovane diplomatico francese presso la
Serenissima: Jean Jacques Rousseau. Il futuro autore del
« Contratto Sociale », che aveva imparato a parlare
correntemente il dialetto veneziano, riuscì con uno
strata gemma ad avvicinare i Veronese, minacciando di
farli arre stare se non fossero partiti entro Otto giorni.
Il successo che essi ottennero a Parigi fu
strepitoso, soprattutto per merito di Corallina, al punto
che, nel volgere di poche stagioni, fu scritto per lei un
intero repertorio:
Corallina maga, Corallina giardiniera,
Corallina intrigante, Le follie di Corallina, ecc.
Sei anni dopo, appena ventenne, Anna
Veronese lasciava la Francia e tornava a Venezia dove
interpretava, sempre col nome di Corallina, commedie di
Carlo Goldoni.